L'identità in musica: il ritorno dei concorsi nelle lingue nazionali
Dal Kanzunetta Indipendenza al Tangomarrkinat: l'Europa riscopre il fascino di cantare nelle lingue nazionali e con quelle i Paesi si propongono all'Europa.
(articolo pubblicato originariamente su La Ragione)
L’ultima in ordine di tempo si è conclusa pochi giorni fa sull’isola di Malta e si chiama Konkors Kanzunetta Indipendenza. Si tratta di una rassegna musicale interamente in lingua maltese nata con uno scopo ben preciso: celebrare l’indipendenza di Malta dal Regno Unito. A oltre 40 anni dalla sua prima edizione, questo concorso è forse quello che meglio rappresenta una tendenza andata consolidandosi nel corso degli anni in tutta l’Europa e non solo: utilizzare la musica e in particolare le rassegne come veicolo identitario, ma più ancora per accendere i riflettori su popoli e culture. Nel caso di Malta - Paese bilingue dove la tv trasmette in maltese ma l’idioma è l’idioma commerciale - il “Kanzunetta” è una sorta di bandiera, perché l’evento si celebra il più vicino possibile al 21 settembre, giorno in cui nel 1963 l’isola divenne uno Stato libero e sovrano. I big della musica nazionale - che pure normalmente usano l’inglese - di solito non si tirano indietro e ben volentieri si cimentano con il pop in lingua locale. Anche perché l’Europa sta riscontrando un ritorno di fiamma per gli idiomi nazionali, perfino nei prodotti da esportazione.
I recenti successi di pubblico all’Eurovision per produzioni in albanese, svedese, greco e italiano (i nostri Måneskin nel 2021 vinsero con “Zitti e buoni”) dimostrano che c’è voglia di rispondere all’appiattimento del mercato musicale sull’inglese. Certo, poi riuscire a vendere è un’altra cosa. Ma se la musica è soprattutto cultura, l’uso delle lingue nazionali per raccontare un popolo e le sue tradizioni è quasi sempre la scelta migliore. Non a caso dal 1990 va in scena in Lapponia il Sámi Grand Prix, concorso canoro riservato agli artisti dei quattro Paesi dove vive il popolo lappone (Svezia, Finlandia, Norvegia e Russia) e dove il grande protagonista è lo yoik, antico canto onomatopeico tipico delle popolazioni locali, che dal 1979 ha assunto anche un forte valore politico. Un gruppo di attivisti lapponi lo intonò infatti davanti al Parlamento di Oslo in occasione del grande sciopero nazionale indetto contro la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume Alta.
L’identità dell’Artico… e quella del tango
Dal 2023 va invece in scena il Pan Arctic Vision, un evento canoro sostenuto da varie associazioni culturali allo scopo di creare una rete che consenta alle popolazioni dell’Artico di avere una visibilità internazionale. «Siamo popoli interconnessi, ma divisi fra vari Stati e questo rende difficile far conoscere al mondo le nostre istanze e i nostri problemi» spiegano gli organizzatori. «La rassegna nasce quindi per sentirci uniti: canzoni, comunità e indipendenza sono le parole del nostro slogan». Ecco quindi che sullo stesso palco si alternano artisti dalla Groenlandia ma anche dalle regioni artiche europee, canadesi, americane, oltre agli artisti in esilio della Russia artica. Una rassegna analoga è partita in Oceania, per riunire i popoli delle isole del Pacifico (Pacific Break). E nei Paesi di lingua tedesca, svedese e fiamminga sono numerosi i festival dedicati alle varianti della musica schlager, simbolo identitario del Nord Europa. Ma il vero capostipite di tutti i concorsi è in Finlandia. Il Tangomarkkinat, giunto nel 2025 alla sua 40esima edizione, è la più grande manifestazione dedicata al simbolo del Paese: il tango.
Tantissimi artisti della scena pop nazionale hanno iniziato con questo festival incentrato sulle composizioni canore a ritmo del celebre ballo. Forse non tutti sanno che il tango è nato proprio in Finlandia nel 1850, inventato dai pastori che pascolavano il gregge nelle montagne remote e sperdute: un antidoto alla solitudine evolutosi gradualmente prima in fenomeno popolare e poi in icona nazionale. Soltanto in seguito arrivò in Argentina, portato dagli emigranti finlandesi in cerca di fortuna.


